In questi giorni sono tornata in palestra. Non ci entravo da due mesi, esattamente dall’11 maggio scorso.
È il giorno in cui ho subito un intervento chirurgico, a conclusione di una delle mie stagioni agonistiche più brevi e tribolate.
Facciamo un passo indietro. Quest’anno giocavo in una squadra di Padova. Ero carica di aspettative ma anche di timori. E in effetti, tra novembre e dicembre, mi sono dovuta fermare per dei problemi fisici. È iniziata una lunga sequenza di esami, controlli, visite, entra ed esci da ospedali, colloqui con i medici. Non si riusciva a capire cosa avessi. Qualcuno – perché purtroppo la vita ti mette alla prova in tutti i modi – ha anche pensato che fingessi: invece che aiutarmi o sostenermi, mi remava contro. E vabbè, mi è servito per fare pulizia fra le conoscenze: certe persone è meglio perderle che trovarle.
Finalmente ho avuto la diagnosi e sono stata operata. Adesso sono in ripresa, e oggi scrivo questo post per festeggiare il ritorno in palestra. È un traguardo, ma non so se è il punto di partenza per qualcosa di nuovo. Non son certa di riprendere a giocare a pallavolo, lo sport che fin da piccola mi ha impegnato ore e ore, che mi ha dato un sacco di soddisfazioni, che porterò sempre nel cuore. Non so se potrò giocare a beach-volley, se continuerò con la palestra o mi metterò a fare qualcosa di nuovo.
Sicuramente non starò con le mani in mano: dopo questi mesi, ho dimostrato a me stessa che si possono superare tanti ostacoli. Posso dirlo? Sono fiera di me.
OLTRE GLI OSTACOLI