Dolcetto o scherzetto? Ma no, non è riferito a me, ma a Halloween! Abbiamo appena festeggiato questa ricorrenza (io sono stata a una splendida festa in un castello sui Colli Euganei, nel Padovano.
Candele, zucche, bella musica e sangue a fiumi (finto, si intende). Con la scusa di farvi vedere il mio trasferimento, vi dico anche due parole su questa festa: la parola Halloween o risale al 1745 circa e significa, letteralmente, “sera dei Santi”. Deriva da un termine scozzese per All Hallows’ Eve, cioè “vigilia di Tutti i Santi”.
Le persone durante la festività, usano travestirsi e portare delle zucche intagliate, dette jack-o’-lantern, per spaventare gli spiriti maligni.
I costumi della notte di Ognissanti erano tradizionalmente modellati su figure come vampiri, fantasmi, scheletri, streghe dall’aspetto spaventoso e diavoli. Nel corso del tempo la selezione dei costumi si è estesa fino a includere personaggi popolari della narrativa, celebrità e archetipi generici come ninjia, principesse e clown.
Ormai in tutto il mondo, la sera del 31 ottobre è facilissimo vedere sciami di bambini travestiti da spiritelli e vampiri che bussano alle porte dei vicini per chiedere divertiti “dolcetto o scherzetto? Secondo voi io cosa mi merito?



